Alessia Pifferi è la donna accusata di aver ucciso la piccola Diana: indagini per il processo ai danni della donna che ha fatto morire di stenti la figlia di 18 mesi. Cosa ha dichiarato la 37enne.
Parte proprio dall’inizio e lo fa durante il processo. Alessia Pifferi, donna di 37 anni, è accusata di aver ucciso la figlia Diana di 18 mesi. La bambina è morta di stenti ed era stata lasciata in casa per sei giorni. La piccola è deceduta il 20 luglio 2022, a Milano.
La donna ha fornito la sua versione dei fatti, partendo proprio dall’inizio. Da un lato la nascita della piccola, in seguito le difficoltà di non poterla crescere. Pifferi ha spiegato di averla lasciata da sola con due bottiglie di latte. “Pensavo bastasse. Non tornai da Diana per paura della sua reazione“, ha spiegato.
Alessia Pifferi è la donna accusata di omicidio volontario pluriaggravato per la morte della piccola Diana. “La accudivo come una mamma accudisce un figlio: le davo da mangiare, la cambiavo, se stava male contattavo l’ospedale, la crescevo, le davo da mangiare e bere per sopravvivere“, ha detto la donna.
La 37enne ha spiegato che le manca la figlia. “Mi sento spenta, mi sento buia. Ero orgogliosa di mia figlia, non è mai stata un peso per me“, ha ribadito la donna dopo aver parlato con l’avvocato Alessia Pontenani. “Vivo alla giornata. La mia bambina mi manca tantissimo. Il carcere non è di certo un bel posto. Se tornassi indietro non lo rifarei di sicuro“, ribadisce.
La nascita della piccola è diventato argomento di testimonianza, così come il bagno dell’abitazione del compagno di allora conosciuto su un sito di incontri. “Diana nasce all’improvviso il 29 gennaio 2021, non sapevo di essere incinta, è nata prematura. È stata in incubatrice per un mese e mezzo all’ospedale di Bergamo, non è stato facile essere ragazza madre, ma non ho avuto problemi ad accettarla“, ha ribadito.
Alessia Pifferi ha spiegato di aver parlato con la madre e di essere incinta. “Non sapevo chi fosse il padre, ancora oggi non so chi sia“, spiega la 37enne. La madre della piccola Diana ha ricostruito gli ultimi mesi trascorsi e quanto accaduto durante i viaggi dalla provincia di Bergamo e l’abitazione di via Carlo Parea, a Milano. Proprio in quella casa, infatti, Diana è morta il 20 luglio 2022.
La piccola Diana è stata lasciata da sola in casa per sei giorni, ma non era comunque la prima volta che veniva abbandonata dalla mamma. Alessia Pifferi ha parlato dinanzi alla Corte d’Assise di Milano.
“Sì, l’ho lasciata sola. Pochissime volte, non ricordo quante. Andavo via e di solito l’indomani tornavo subito a casa. Le lasciavo due biberon di latte, due bottigliette di acqua e una di ‘teuccio’. Ero preoccupata, avevo paura di molte cose, che riuscisse a bere il latte. Pensavo bastasse“, ha ribadito la donna.
Alessia Pifferi ha confermato di aver già lasciato sola la piccola altre volte, proprio prima di quella fatale. “Quando rientravo di solito era tranquilla che giocava con i suoi giochini nel lettino. La lavavo, la cambiavo e le davo la pappa“, ha spiegato la donna.
La 37enne ha spiegato di essersi comportata solitamente come una mamma per Diana. “La accudivo come una mamma accudisce normalmente un figlio. Le davo da mangiare, la lavavo e la cambiavo. Cose normali. Se stava male contattavo l’ospedale. La crescevo“, ha concluso Alessia Pifferi.
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