C’è un confronto impietoso tra gli stipendi dei lavoratori italiani e quelli degli altri Paesi europei. Una media che spaventa, uno squilibrio disastroso soprattutto per i giovani. Questo è quanto evidenziano i dati forniti dall’Eurostat: livelli di disoccupazione elevati
I dati mostrati dall’Istituto europeo di statistica, Eurostat, mostrano un quadro disarmante per i giovani lavoratori italiani.
Gli stipendi più bassi della media europea è uno dei dati che salta subito all’occhio. Così, dopo le ultime critiche mosse contro i giovani lavoratori dagli imprenditori, a spezzare una lancia in loro favore c’ha pensato il ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, che ha dichiarato: “Assumete di più, pagate di più, soprattutto i giovani e i migliori laureati”.
Gli stipendi reali in Italia, sono tra i più bassi d’Europa. La conferma in queste parole è data dalle statistiche dei dati Eurostat aggiornati al 2020.
Secondo l’istituto di statistica Ue, lo stipendio medio di un lavoratore italiano di età compresa tra i 18 e i 24 anni è pari a 15.858 euro, vicino alla media dell’Unione europea di 16.825.
Il confronto è uno schiaffo in pieno viso se si paragona l’Italia con altri paesi dal costo della vita simile. Ma diversamente dal costo della vita, gli stipendi se paragonati sono invece molto differenti. Per la fascia 18-24 anni, in Europa si guadagnano in media:
Questo vuol dire che se il rapporto tra costo della vita e stipendi fosse lo stesso sia in Italia che in Germania, gli stipendi italiani sarebbero il 4,8% minori di quelli tedeschi: 22.712 euro all’anno. Ovvero, quasi 7000 in più rispetto al reale dato.
Questi dati combaciano poi con quelli sulla disoccupazione giovanile nel 2021, che secondo Eurostat in Italia ha raggiunto il 23,3%. Negli altri paesi europei invece:
Altro dato importante e impetuoso in Italia è il salario minimo che è inesistente rispetto agli altri paesi dell’Ue. In Italia dal 2010 a oggi gli stipendi medi sono diminuiti. Inoltre, se paragonato agli altri paesi europei, l’Italia risulta l’unico Paese dell’Unione in cui gli stipendi sono diminuiti dal 1990.
Quindi, non c’è da stupirsi se, sempre più giovani promettenti, abbandonano il Bel Paese per cercare fortuna altrove. In soli 10 anni, infatti dall’Italia si sono spostati circa 1 milione di lavoratori, 29% dei quali laureati.
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